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L’azienda nasce nel 1933 quando Rosa Marulli e Giovanni Bernardi emigranti italiani di ritorno da una lunga esperienza a Detroit negli Stati Uniti d’America, decidono di acquistare terreni nel paese natale di origine: San Valentino in Abruzzo Citeriore, appunto. Con l’acquisto iniziale dei 3 ettari del terreno di Marulli, nella omonima contrada di origine di Rosa, ha inizio l’affezione alla olivicoltura; seguirono i 6 ettari del terreno di Riparo, ed infine i 6 ettari del terreno di Verra.

In quei duri tempi tra le due guerre mondiali l’acquisto di terreni significava non solo investimento immobiliare ma anche la certezza del sostentamento per se e per la propria famiglia, come infatti avvenne durante i lunghi anni della seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca. Nei primi anni settanta la ormai anziana Rosa affiancata dalla figlia Amelia Bernardi e del genero Giacomo Minicucci, decidono di ampliare la produzione olivicola Si procede all'impianto di un nuovo oliveto specializzato di circa 800 piante, di qualità Diritta di Loreto, Leccino ed Indossa, oltre che impianti di rinfoltimento per un totale di altre 200 piante di olivo, che insieme alle esistenti porta il patrimonio olivicolo a circa 1500 olivi.

Ma è soprattutto l’impostazione dell’azienda a cambiare, riducendo la produzione di cereali, e di carni bovine, per dedicarsi ad una scelta olivicola quantomai controversa, almeno per quei tempi. Nuovi metodi di coltivazione con nuovi metodi di potatura e di lavorazione dei terreni, pur mantenendo la componente umana al centro della raccolta e della lavorazione. Con l’acquisto a metà degli anni ottanta dell’ultimo terreno sempre in contrada Riparo, nel futuro Parco della Maiella, 6 ettari con più di 200 piante secolari, si completa l’epoca delle acquisizioni e delle trasformazioni.

Nell’anno 2000, quasi un segno, l’ultima ristrutturazione: a causa di una improvvisa quanto drammatica malattia della madre Amelia, il figlio Marcello, medico oculista, di ritorno da una lunga esperienza lavorativa a Milano, di 7 anni, si ritrova per cause di forza maggiore ad occuparsi dell’azienda di famiglia. Ancora una trasformazione nel metodo di potatura, più drastica, più di raccolta, secondo i nuovi canoni consigliati dagli esperti dell’agenzia regionale per l’agricoltura (ARSSA), nuovi strumenti di lavorazione dei terreni, nuove concimazioni secondo il metodo biologico consigliate dall’ente di controllo (ICEA), nuovi metodi di raccolta, più meccanizzate nel rispetto della massima qualità imposta da una produzione di sempre maggiore qualità.

L’irrigazione “di soccorso” con sistema goccia a goccia su tutto l’oliveto, per mantenere le piante ben nutrite anche negli anni di scarse precipitazioni naturali Miglioramenti anche nella raccolta del frutto, con abbandono dei sacchi per la raccolta delle olive, stoccaggio nelle cassette da 20 chili fino in cantina e nei cassoni aerati per il trasporto, e ricerca di nuovi frantoi di massima qualità per aderire ai dettami del consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva, Consorzio DOP Aprutino Pescarese. Per tanto tutto insieme si decide di aderire contemporaneamente ai dettami del Biologico, del DOP (denominazione di origine protetta), con la guida dell’ARSSA (agenzia regionale sviluppo agricolo), conservando peraltro una linea di produzione con le lavorazioni classiche ed il frantoio tradizionale.


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